Progetto Accessibilità — JojobRT
Audit di accessibilità di JojobRT: personas con esigenze visive, cognitive e motorie, analisi WCAG su cinque pagine reali e interventi prioritari.
Sfoglia il progetto completo (PDF, 7,6 MB)
Contesto
JojobRT è un servizio italiano di carpooling casa-lavoro che connette pendolari, aziende e territori.
Dopo la UX Discovery dedicata allo stesso servizio, nel 2026 ho proseguito con un progetto interamente dedicato all’accessibilità, sempre nell’ambito del Master in UX/UI Design di start2impact: capire come limitazioni visive, cognitive e motorie cambiano l’esperienza del sito, e cosa fare per rimuovere le barriere.
Problema
Un servizio rivolto a pendolari di ogni età e competenza digitale non può permettersi un sito utilizzabile solo in condizioni ideali.
Le criticità che per un utente medio sono attriti (contrasti bassi, testi densi, feedback assenti dopo le azioni) diventano vere barriere per chi ha un’ipovisione, una dislessia o una disabilità motoria: interrompono il percorso e portano all’abbandono.
Processo
Il progetto è diviso in due parti.
Nella prima ho ripreso le personas della Discovery e le ho adattate introducendo condizioni di accessibilità reali, mantenendo invariati contesto e obiettivi: Laura (ipovisione lieve), Emily (dislessia), Logan (disabilità motoria agli arti superiori).
Così le barriere emergono dal confronto, non da profili costruiti ad hoc.
Per ciascuna ho mappato la user journey as-is sul sito reale, misurando anche i tempi per task, e ho ricostruito la journey to-be con le stesse tappe rese accessibili.
Ho inoltre sottoposto ogni percorso a uno stress test (fretta, una mano occupata, luce forte sullo schermo) per verificarne la robustezza.
Nella seconda parte ho trasformato le evidenze in un audit pratico: cinque pagine con interfacce diverse, analizzate con controllo manuale supportato da WAVE e Lighthouse.
Ogni problema è collegato alla macro-area WCAG di riferimento (Perceivable, Operable, Understandable, Robust) e a una proposta d’intervento con priorità.
Soluzione
Il risultato è un piano d’azione ordinato in cinque passi: contrasto dei contenuti a soglia AA, struttura semantica (heading e landmark), navigazione da tastiera con focus sempre visibile, alternative testuali per link e immagini, accessibilità di tabelle, grafici e caroselli.
Ogni intervento è motivato dall’impatto sugli utenti, non dalla sola conformità normativa.
Il documento completo, 37 pagine con journey, tabelle di criticità e interventi e report dei tool, si apre dalla copertina qui sopra.
Impatto e risultati
L’analisi dimostra un punto che riguarda il business prima ancora dell’etica: le stesse barriere che escludono gli utenti con disabilità rallentano tutti gli altri.
Le journey to-be stimano tempi per task più che dimezzati proprio grazie a interventi di accessibilità: gerarchie più nette, feedback immediati, meno passaggi.
Per un servizio che vive di registrazioni e richieste demo, ogni frizione rimossa è un flusso completato in più.
Riflessioni
Adattare personas esistenti invece di crearne di nuove si è rivelata la scelta metodologica più efficace del progetto: isola la variabile accessibilità e rende le conclusioni difficili da contestare.
Ho anche imparato a non fidarmi dei soli tool automatici: i problemi più gravi, come il carosello illeggibile da screen reader o i messaggi di sistema in inglese, sono emersi solo provando il sito con tastiera e lettore di schermo.